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ITALIA PAESE PIU' CONVENIENTE PER FARE MUTUO COMPRA CASA

MUTUI, MAI COSÌ CONVENIENTI   

“Se hai la fortuna di vivere abbastanza ne vedi delle cose” 

è una famosa frase citata nel film Wall Street e, calza a pennello con ciò che stò per raccontarvi oggi, gli anni ‘90 erano anni ruggenti sotto molti punti di vista, anche nella direzione dei tassi d’interesse, ricordo gli atti notarili fatti in quel periodo, i tassi erano attorno al 13%, si hai letto bene, tredicipercento, una cifra impressionante, qualcuno mi dirà che comunque c'era l'inflazione galoppante quindi salari e stipendi salivano anch'essi tuttavia la rata del mutuo era davvero pesante.  

Arrivando ai giorni nostri, uno dei settori più colpiti dal corona virus è stato sicuramente quello immobiliare, oltre 2 mesi di stop con l'azzeramento del numero delle compravendite, stiamo pian piano cercando di tornare alla normalità e scopriamo che una ricerca fatta da facile.it e mutui.it su 18 Stati hanno indicato l'Italia come il Paese dove costa meno indebitarsi. L’analisi, realizzata a metà maggio, è stata effettuata prendendo in considerazione un immobile di valore pari a 180.000 euro, una richiesta di mutuo di 120.000 euro ed un piano di restituzione ventennale. 

Nessuno tra gli Stati considerati per l’indagine batte l’Italia: nel nostro Paese questo tipo di finanziamento è indicizzato con TAEG tra 0,75% e 0,80% se fisso e fra 0,73% e 0,77% se variabile.   

Tasso tra 0,75% e 0,80% se fisso e fra 0,73% e 0,77% se variabile. L’Italia si assicura anche un secondo primato: è l’unico Paese tra quelli analizzati dove, di fatto, la distanza in termini di punti percentuali tra tasso fisso e variabile si è azzerata e, in alcuni casi, il primo risulta addirittura più conveniente rispetto al secondo. In Europa, guardando al tasso fisso, si avvicinano ai valori italiani solo la Francia, dove il mutuo viene indicizzato allo 0,80% e la Germania (0,83%).

Fanno peggio, invece, alcuni Paesi europei che, tradizionalmente, avevano tassi di interesse più contenuti o comunque simili a quelli italiani: è il caso della Spagna, dove il finanziamento è indicizzato all’1,20%. Nel resto del mondo, guardando ai tassi fissi, gli indici variano dall'1,85% di Singapore al 2,60% del Giappone, dal 3,24% del Canada al 4,65% della Cina

Negli Stati Uniti, nonostante i valori siano scesi ai minimi storici nelle ultime settimane, il fisso resta intorno al 3%, vale a dire sei volte quello italiano (0,50%). 

Guardando ai tassi variabili, invece, si va dall’1,68% di Singapore al 2,10% rilevato in Canada, dal 2,50% di Hong Kong al 2,69% dell’Australia. "Uscendo dall’Unione Europea gli indici di riferimento che determinano i tassi applicati ai mutui variano da zona a zona e questo, in parte, spiega una situazione così disomogenea tra una nazione e l’altra – ha commentato Ivano Cresto, responsabile mutui di Facile.it – 

Inoltre bisogna considerare che gli indici applicati dalle banche tengono sempre conto dei tassi di riferimento della zona, che cambiano in base alla moneta: per questo motivo tendono ad essere più alti in quei paesi dove vi è una prospettiva di crescita e inflazione maggiore e più contenuti nelle economie più mature".

 

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