Immagine di Mutuo: perché lo stipendio non basta e cosa guarda davvero la banca

Mutuo: perché lo stipendio non basta e cosa guarda davvero la banca

Quando si richiede un mutuo, uno degli elementi più importanti valutati dalla banca è il rapporto rata-reddito. Questo parametro serve a misurare quanto la rata mensile inciderà sul reddito netto del richiedente e se l’impegno economico è sostenibile nel tempo.

 

Cos’è il rapporto rata-reddito

Il rapporto rata-reddito indica quale percentuale del reddito mensile netto viene assorbita dalla rata del mutuo. In linea generale, le banche preferiscono che questa percentuale non superi circa un terzo del reddito disponibile. Questo orientamento non è una regola fissa, ma una soglia di equilibrio che aiuta l’istituto di credito a valutare il rischio dell’operazione e la capacità del cliente di sostenere la rata anche in presenza di imprevisti.

 

Come viene calcolato

Il calcolo è semplice: si divide l’importo della rata mensile per il reddito mensile netto e si ottiene una percentuale. In alternativa, per una stima veloce, è possibile dividere il reddito netto mensile per tre: il risultato rappresenta una rata indicativa sostenibile, utile per orientarsi prima di avviare una richiesta formale.

 

Un esempio pratico con stipendio da 1.500 euro

Immaginiamo un reddito netto mensile di 1.500 euro. Applicando la regola del terzo, la rata sostenibile si colloca intorno ai 500 euro. Se la banca propone un mutuo con una rata di 490 euro, il rapporto rata-reddito sarebbe pari a circa 32,5%, quindi all’interno dei limiti generalmente considerati accettabili. Questo significa che la rata incide in modo significativo sul reddito, ma resta compatibile con una gestione finanziaria equilibrata.

Una rata da 550 euro, invece, porterebbe il rapporto oltre il 36%, rendendo l’operazione più complessa e aumentando il rischio di una richiesta di garanzie aggiuntive o di una riduzione dell’importo finanziabile.

 

I fattori che influenzano il rapporto rata-reddito

Oltre allo stipendio mensile, la banca valuta anche altri elementi:

  • Mensilità aggiuntive come tredicesima e quattordicesima, se presenti.
  • Redditi extra, ad esempio canoni di locazione o entrate regolari documentabili.
  • Nucleo familiare, perché più persone a carico comportano spese maggiori.
  • Cointestatari, che permettono di sommare i redditi e aumentare la capacità di rimborso.
  • Presenza di un garante, che rafforza la posizione del richiedente in situazioni borderline.

 

Attenzione agli elementi penalizzanti

Prestiti in corso, carte di credito rateizzate o redditi molto variabili riducono la quota di reddito disponibile per il mutuo. In questi casi, la banca può richiedere ulteriori garanzie o proporre condizioni più restrittive.

 

Perché conviene una valutazione preventiva

Stimare il rapporto rata-reddito è utile, ma non sufficiente. Richiedere una pre-delibera di mutuo permette di conoscere in anticipo l’importo massimo finanziabile, anche prima di individuare l’immobile, rendendo la ricerca più sicura e consapevole.

 

In conclusione

Il rapporto rata-reddito è uno dei criteri principali nella concessione di un mutuo. Con uno stipendio netto di 1.500 euro, mantenere la rata entro i 500 euro mensili rappresenta una soglia di equilibrio che aumenta le probabilità di approvazione e riduce il rischio di difficoltà future.

Prima di prendere decisioni importanti, è sempre consigliabile confrontarsi con la banca e con un professionista del settore per impostare correttamente l’operazione fin dall’inizio.


 

 

Share:
Facebook
Twitter
Post correlati
Immagine di Buone notizie per i mutui: la BCE taglia i tassi di interesse! Buone notizie per i mutui: la BCE taglia i tassi di interesse!
Mutui
gio, 12 settembre 2024
Immagine di Mutui Prima Casa: L'Iniziativa Statale a Sostegno delle Famiglie Mutui Prima Casa: L'Iniziativa Statale a Sostegno delle Famiglie
Mutui
ven, 8 marzo 2024